I 5 film da vedere per capire la guerra in Ucraina

Da "Donbass" di Sergei Loznitsa a "This Rain Will Never Stop" di Alina Gorlova, quando il cinema racconta meglio di ogni telegiornale

La guerra in Ucraina è una storia che comincia da lontano nonché uno dei conflitti europei "invisibili" degli anni Duemila. I media occidentali "spiegano" con il solito servilismo e le consuete forme di giornalismo "embedded" quel che accade nel Donbass. Allora è il cinema a venire in aiuto, illustrando in maniera lucida e rigorosa le ragioni complesse delle due parti in campo.

Guerra Russia Ucraina: 5 film per capire il conflitto

Ecco cinque film che raccontano il conflitto bellico in Ucraina e le difficoltà dei profughi durante i bombardamenti meglio di ogni telegiornale.

Donbass di Sergei Loznitsa

Il Donbass si è dichiarato indipendente nel 2014. La guerra con Kiev non è iniziata adesso: va avanti da otto anni. Lo sguardo di Loznitsa – uno dei più importanti registi viventi – è da sempre rivolto a una lettura critica della Russia moderna. In questo caso usa l'arma dell'umorismo nero per fotografare lo stato delle cose: da una parte i nazionalisti ucraini, dall'altra i sostenitori della Repubblica popolare di Donetsk. Un pugno di personaggi assurdi in una terra dove la violenza, la corruzione e la propaganda sono all'ordine del giorno. Premio per la miglior regia al Certain Regard di Cannes 2018. In streaming sulla piattaforma Eastern European Movies.

Bad Roads di Natalya Vorozhbit

Ancora il Donbass in piena guerra, di nuovo un mosaico che intreccia storie diverse, frutto di vere testimonianze. Un insegnante fermato a un posto di blocco, due adolescenti che aspettano i fidanzati battibeccando alla fermata, un militare che tortura sadicamente una giornalista, una donna che vuole chiedere scusa a una coppia di anziani per aver investito la loro gallina. Adattato dal suo spettacolo teatrale e presentato nella Settimana Internazionale della Critica di Venezia 77, l'esordio alla regia della drammaturga ucraina è una folgorante fotografia di una violenza sotterranea pronta ad esplodere da un momento all'altro. 

Reflection di Valentyn Vasyanovych

Ha fatto discutere nel Concorso di Venezia 2021 questo violentissimo dramma girato con attori non professionisti che hanno vissuto in prima persona le operazioni in Crimea e nella regione del Donbass. Il protagonista è un medico ucraino arrestato dalle forze russe in una zona di guerra, umiliato e torturato dai militari. Poiché è un chirurgo, diventa testimone delle sevizie quando è costretto a valutare lo stato dei commilitoni torturati. Disturbante, come ogni guerra e speranza di redenzione. 

Klondike di Maryna Er Gorbach

17 luglio 2014. Irka e Tolik vivono a Donetsk, vicino al confine russo. Irka è incinta e il loro tanto atteso primo figlio sta per nascere. Ma la gioia della genitorialità è brutalmente interrotta quando un aereo si schianta sul loro villaggio. È il volo Malaysia Airlines 17 partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, abbattuto nei cieli sopra il Donbass. Arrivano i separatisti e l'esercito nazionale, ma Irka si rifiuta di lasciare la sua casa. Passato al Sundance e alla Berlinale di quest'anno, l'esordio della Gorbach apre uno squarcio su come vivono davvero le persone del posto e su quali difficoltà devono affrontare ogni giorno.

This Rain Will Never Stop di Alina Gorlova

Girato in uno splendido bianco e nero, il documentario vincitore al Festival di Popoli è il racconto personale del giovane curdo-ucraino Suleyman Andriy e dei suoi viaggi tra la Siria, il Paese in cui è nato e cresciuto e dal quale è dovuto fuggire, e l'Ucraina, dove vive la sua famiglia. Un vero paradosso per chi è scappato da una sanguinosa guerra civile per ritrovarsi in mezzo a un'altra guerra: quella del Donbass. Una sorprendente testimonianza del ciclo infinito di guerra e pace, vita e morte.

Foto interna: New Europe Film Sales