L'Isola dei Cani, l'emozionante avventura stop motion di Wes Anderson

Wes Anderson torna alla stop motion per un film emozionante, ironico e commovente sull'amicizia tra uomo e cane.

Se pensate a Fantastic Mr. Fox (2009) con un sorriso e un po’ di nostalgia sarete contenti del ritorno di Wes Anderson alla tecnica dello stop motion con L’Isola dei Cani, il film che ha aperto la scorsa edizione del Festival di Berlino - dove ha vinto l’Orso d’argento per la miglior regia - e che, dal 1 Maggio è arrivato nelle sale italiane grazie a 20th Century Fox. Come ha detto lo stesso regista “Fantastic Mr. Fox è il germe stesso alla base del film L’Isola dei Cani”.

L'Isola dei Cani: la trama del film

Nel 2037, in un prossimo futuro, la crescita incontrollata dei cani e la diffusione di una misteriosa influenza spinge il sindaco della città giapponese di Migasaki a ordinare la quarantena immediata di ogni esemplare del migliore amico dell’uomo. Ma quando ad essere esiliato è Spots, il suo giovane padrone Atari Kobayashi, dirotta un aereo per raggiungere un’isola adibita a discarica per provare a salvare il suo amico a quattro zampe e le altre sfortunate vittime di questa decisione crudele. In quel luogo del tutto inospitale intanto si è formato un clan di cani sopravvissuti, composto da Rex, Boss, Duke, Capo e King. Quando questi incontrano Atari e vengono a conoscenza della sua disavventura, si alleano con lui per ritrovare Spots e tornare a Megasaki per ribellarsi al loro triste destino. 

L'Isola dei Cani: un film in stop motion

Il regista di capolavori come The Grand Budapest Hotel, Moonrise Kingdom e I Tenenbaum, torna alla stop motion - la sorellastra dell’animazione digitale - per raccontare una storia emozionante e coinvolgente che lascia il segno. L’amicizia tra uomo e cane è stata spesso protagonista sul grande schermo, ma lo sguardo di questo film è originale e creativo. Anderson ci ha abituati al suo stile personale e anticonvenzionale che, con umiltà e passione, riesce a trasformare ogni storia in un’esperienza emotiva ricca di sfumature. L’Isola dei Cani diverte, commuove e intrattiene, grazie ad una sceneggiatura brillante e una serie di personaggi irresistibili. Gli animali abbandonati per paura di un contagio si incoraggiano a vicenda cercando di sopravvivere, ma sono molto diversi l’uno dall’altro. Insieme rappresentano le varie personalità del migliore amico dell’uomo: c’è il leader che deve prendere le decisioni più difficili, quello ossessionato dal cibo, il tenerone in cerca di compagnia e il burbero in cerca di affetto, ma troppo orgoglioso. Essi si esprimono con battute intelligenti e acute, regalando dialoghi esilaranti. Anche se è consigliata la visione originale visto il cast di serie A che dà voce ai protagonisti a quattro zampe: Bryan Cranston, Frances McDormand, Bill Murray, Tilda Swinton, Greta Gerwig, Scarlett Johansson, Jeff Goldblum ed Edward Norton.

Incredibile l’espressività di queste creature realizzate nei minimi dettagli, che diventano manifesto di una tecnica considerata da molti obsoleta e primitiva, rispetto alla cangiante nitidezza e risoluzione delle animazioni Pixar/Disney. Eppure l’anima de L’Isola dei Cani risiede proprio in questa celebrazione di un’arte manuale e faticosa (ci sono voluti ben cinque anni per realizzarlo), frutto di una passione unita ad una creatività invidiabile. “L’animazione è selvaggia e la quantità di dettagli contenuti in ogni fotogramma è sorprendente. È una bellissima favola che ti porta in un mondo a parte, un mondo che nessun altro a parte Wes avrebbe potuto immaginare” ha detto Anderson. Assurdo pensare che siano stati realizzati circa 1097 burattini, con oltre 53 volti scolpiti per i vari personaggi dalle sembianze umane. Tutti rigorosamente dipinti a mano per ricercare la più variegata espressività. Per non parlare degli oltre 200 set che hanno dato vita ad una scenografia mozzafiato, adatta ad ogni inquadratura. 

L'Isola dei Cani: lo stile unico di Wes Anderson

Anderson riesce a traghettare il pubblico verso un mondo affascinante e suggestivo, che sfrutta la cultura orientale per avvolgere l’azione in un’atmosfera spirituale tra storia e folklore, che però lascia spazio ad un’ironia pungente che fa ridere per gran parte della storia. La trama è semplice, ma diventa un pretesto per denunciare la violenza sugli animali che spesso popola i notiziari e le pagine dei giornali. Anderson sottolinea l’importanza del legame con un cane, fatto di complicità, conforto e rispetto. E, nello stesso tempo, condanna l’abbandono e il maltrattamento che spesso vengono denunciati nel mondo reale. Pur utilizzando l’animazione come linguaggio narrativo, L’Isola dei Cani è un film a tutti gli effetti. Una dramedy selvaggia, dinamica ed emotiva che aggiunge sicuramente qualcosa di nuovo alla filmografia di questo regista visionario, come lui stesso ha affermato: “Questo è un film ancora più ambizioso di Fantastic Mr. Fox e non assomiglia a nient’altro si sia visto sino ad ora”.

Facile ritrovare il sottotesto politico di questa storia, che analizza il concetto di democrazia e mette in luce i limiti della dittatura. “Il fatto che si tratti di una storia di fiction ci ha permesso di inventare il nostro contesto sociopolitico, una cosa inusuale per noi e, per questo, anche parecchio interessante. Le idee ci sono venute osservando il passato, ma anche dal futuro!” ha sottolineato Anderson in un’intervista per Badtaste.it. I colori sono usati con valore simbolico e invadono molte inquadrature, costruendo l’estetica accattivante del film. Ma anche la musica è indovinata, con brani che fondono i ritmi orientali con melodie indie ricercate. 

Un esperimento riuscito che ha convinto gran parte della critica internazionale, ma anche Hollywood. Sembra infatti che ogni attore - non solo quelli coinvolti nel progetto - siano amanti dei cani e abbiano apprezzato questo film perchè, in fondo, è un omaggio a questo animale fedele, affettuoso e nobile, che ama l’essere umano incondizionatamente per tutta la sua vita. Come molti suoi colleghi anche Wes Anderson ha un marchio di fabbrica assolutamente riconoscibile, quindi ci si rende conto di essere di fronte ad un suo film, fin dalla prima scena. Per questo L’Isola dei Cani è perfetto per i fan del regista che non mette d’accordo proprio tutti. Il resto del pubblico può trovare molti punti di forza e lasciarsi emozionare da una storia semplice, con una messa in scena originale e uno stile di racconto vibrante. 

Voto: 8,5