I 5 migliori film d'esordio dei registi figli d'arte

Da "Furia" di Alexandre Aja a "I predatori" di Pietro Castellitto, ecco i 5 debutti di chi ha seguito con successo le orme dei genitori

Che fatica essere figli d'arte, specie nel mondo del cinema e quando ci si confronta con la regia. Ma quando si ha nel sangue questa passione, l'eredità della famiglia è un richiamo irresistibile. Che sia una "condanna" o una fortuna, il cognome importante passa oltre se c'è del talento. In attesa di vedere sugli schermi domestici l'acclamato I predatori, opera prima diretta e interpretata da Pietro Castellitto, ecco 5 film d'esordio di illustri registi figli d'arte (italiani e non) che hanno proseguito con successo il lavoro dei loro genitori.

Figli d'arte nel cinema: 5 film per 5 registi

Il primo titolo arriva dalla Francia ed è un dramma di fantascienza ambientato in un mondo post-apocalittico.

Furia

Alexandre Aja è il figlio del regista Alexandre Arcady e della critica Marie-Jo Juan. È diventato famoso come "enfant terrible" del cinema horror francese grazie ad Alta tensione e al remake di Le colline hanno gli occhi. Prima di questi due film, Aja ha debuttato nel 1999 con questo romantico sci-fi ispirato ai lavori di Julio Cortázar, con protagonista una giovane e all'epoca sconosciuta Marion Cotillard. Il budget è ancora scarso, ma l'inventiva del regista (la love story tra un artista e un'attivista in pieno regime totalitario) garantisce un'esperienza forte.

Regarde les hommes tomber

Ancora in Francia, stavolta per l'esordio di Jacques Audiard, il figlio del grande regista e sceneggiatore Michel. Audiard è entrato nel cuore dei cinefili con Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore e soprattutto Il profeta ed è sbarcato a Hollywood con il western I fratelli Sisters. Ma nel 1994 vince tre César (tra cui quello come miglior film) con questo coinvolgente polar basato sul romanzo Triangle di Teri White. Un revenge movie (su un rappresentante di biglietti da visita che vendica la morte del suo migliore amico) che rivela un talento fuori dal comune.

Il giardino delle vergini suicide

Sofia Coppola, terza figlia di Francis ed Eleanor, ha una famiglia "ingombrante". Vince l'Oscar per la migliore sceneggiatura con Lost in Translation, il Leone d'oro a Venezia con Somewhere e il Prix de la mise en scène a Cannes con L'inganno. Tutto previsto sin dai tempi dell'esordio, l'adattamento del romanzo di Jeffrey Eugenides con un cast da urlo (Kirsten Dunst e Kathleen Turner su tutte), un ritratto illuminante dell'adolescenza e un finale tragico che strappa il cuore.

I predatori e ACAB: Sollima e Castellitto figli d'arte

Gli altri due esordi, invece, sono italiani al 100%.

ACAB - All Cops Are Bastards

Dopo aver sorpreso il pubblico italiano con Suburra e le serie di Romanzo criminale e Gomorra e conquistato Hollywood con Soldado, Stefano Sollima è pronto al prossimo passo sempre negli Stati Uniti: il thriller Senza rimorso con Michael B. Jordan, dall'omonimo romanzo di Tom Clancy. Prima di tutto questo, il figlio di Sergio ha appreso l'arte della regia sui set del padre e non a scuola. Lo dimostra la sua opera prima, un duro e violento dramma poliziesco (dal libro di Carlo Bonini) di strettissima attualità: è il 2011 e il G8 di Genova e il caso Sanciti sono ancora "caldi".

I predatori

Diretto, scritto e interpretato dal classe 1991 Pietro Castellitto, il debutto del figlio di Sergio e Margaret Mazzantini ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti di Venezia 77. Il racconto è corale e il risultato sorprendente: si intrecciano le storie di due famiglie diametralmente opposte (tamarri fascisti vs chic borghesi) in una commedia nera sull'incomprensione e la solitudine del mondo di oggi. Senza dubbio il miglior esordio italiano dell'anno. Passato fugacemente nelle sale lo scorso ottobre, I predatori arriva ora su Sky e Now Tv.

Foto copertina: Matteo Vieille / 01 Distribution
Foto interna: Emanuele Scarpa / 01 Distribution