La leggenda del pianista sull'oceano: le frasi celebri tratte dal film

La leggenda del pianista sull’oceano è un film di Giuseppe Tornatore, che attraverso alcune frasi celebri (del monologo finale) ci fa riflettere sulla condizione dell’essere umano nel mondo.

La leggenda del pianista sull'oceano è un film del 1998, diretto da Giuseppe Tornatore e tratto dal monologo teatrale "Novecento" di Alessandro Baricco. Nel cast possiamo trovare grandi attori di Hollywood, cappeggiati da Tim Roth, che interpreta il protagonista che fa il pianista su una nave da crociera (nono scendendo mai). Il lungometraggio vinse 6 David di Donatello, 6 Nastri D'Argento e venne nominato per il Golden Globe per la miglior colonna sonora, musicata dal leggendario Ennio Morricone. Scopriamo insieme la frase simbolo di questo film: il monologo finale.

La leggenda del pianista sull'oceano: le frasi

Non è importante elencare una serie di frasi celebri per tratteggiare una pellicola del genere. Basta sintetizzare le poche parole che al termine del film accendono la riflessione. Quelle parole che se ascoltate con attenzione non possono che farci sentire inermi di fronte all’infinità della scelta, inghiottendoci in un baratro di opzioni.

Ecco il monologo finale:

Era tutto molto bello su quella scaletta, e io ero grande, con quel bel cappotto, facevo il mio figurone. E non avevo dubbi, che sarei sceso, non c'era problema...

Non è quello che vidi che mi fermò Max, è quello che non vidi... puoi capirlo? Quello che non vidi... in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine... C'era tutto. Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello: la fine del mondo.

Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano? I tasti finiscono! Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito. E dentro quegli 88 tasti, la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti... Milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai... E questa è la verità... che non finiscono mai. Quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare.

E sei seduto sul seggiolino sbagliato. Quello è il pianoforte su cui suona Dio... Cristo, ma le vedevi le strade?! Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo: come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna... una casa... una terra che sia la vostra... un paesaggio da guardare... un modo di morire... Io ci sono nato su questa nave... e vedi anche qui il mondo passava... E di desideri ce n'erano! Ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita...

La terra, è una nave troppo grande per me... È... è una donna troppo bella... È un viaggio troppo lungo... È un profumo troppo forte... È una musica che non so suonare... Non scenderò dalla nave. Al massimo, posso scendere dalla mia vita.

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