Migliori film su malattie psicosomatiche

Molti film hanno trattato di protagonisti affetti da malattie psicosomatiche

In medicina si definiscono malattie psicosomatiche quelle patologie che sembrano non avere cause fisiche, ma derivano invece da dei malesseri psicologici che trovano il loro risultato in reali infermità fisiche. Non si tratta di malattie "immaginarie", ma di disagi reali che però hano la loro causa nell'interiorità dell'ammalato. Ad esempio, possono essere psicosomatiche molte malattie della pelle, o dei disturbi a livello cardiaco.

Nel 1980, il noto cineasta francese Alain Resnais affrontò il problema delle malattie di origine psicosomatica nel suo film "Mio zio d'America" ("Mon oncle d'Amerique"). I protagonisti sono tre personaggi alle prese con le turbe che vengono in loro provocate dalla perdita di uno status precedentemente posseduto

Al cinema questa tematica è stata spesso affrontata: uno dei film più belli sulla materia è di Massimo Troisi, "Le vie del Signore sono finite" (1987). Il protagonista, interpretato dallo stesso Troisi, si chiama Camillo e fa il barbiere in un piccolo paese che si chiama Acquasalubre. Camillo soffre di una paralisi agli arti inferiori, che per i medici non è dovuta ad un trauma fisico ma psicologico. Infatti Camillo è innamorato, non ricambiato, di una bella ragazza.

Più recentemente, è arrivato sul grande schermo l'ultimo film di Pietro Reggiani, "La dolce arte di esistere", che racconta di due adolescenti che si sentono, e a tutti gli effetti, diventano invisibili, quando qualcuno dà loro troppe attenzioni, o, al contrario, li ignora.