È morta Agnès Varda: addio alla leggenda della Nouvelle Vague

Da 'Cleo dalle 5 alle 7' al recente 'Visages, villages', Agnès Varda è stata la prima donna a ricevere l'Oscar alla carriera

Agnès Varda è morta all'età di 90 anni. Lo ha annunciato la famiglia ai media francesi. La regista, nata nel 1928 in Belgio da padre greco e madre francese, ha attraversato nel corso della sua carriera diverse forme di cinema, dalla finzione al documentario, dal film in prima persona alle installazioni. Prima donna a ricevere l'Oscar alla carriera, è stata tra le voci più autorevoli della Nouvelle Vague sin dagli esordi con La pointe courte (1955) e il leggendario Cleo dalle 5 alle 7 (1962), interpretato da una memorabile Corinne Marchand. 

Agnes Varda, morta a 90 la regista

Un altro personaggio femminile indimenticabile raccontato da Agnès Varda è Mona (Sandrine Bonnaire) di Senza tetto né legge (Leone d'oro alla Mostra di Venezia nel 1985), la giovane vagabonda che cerca un'esistenza libera da ogni imposizione e va incontro alla morte. 

Dopo aver lavorato come fotografa di teatro, la regista si era subito imposta come una delle figure più importanti del cinema francese e internazionale. Varda ha fatto della ricerca linguistica e della libertà formale la sua regola, passando da lungometraggi come Il verde prato dell'amore (1965, Orso d'argento a Berlino), Les créatures (1966), Lions Love (1969) e Documenteur (1981) ai documentari Les glaneurs et la glaneuse (2000) e Les plages d'Agnès (2008) , fino alla serie televisiva Agnès de ci de là Varda (2011). 

Agnes Varda, Cleo per sempre nel cuore

Donna speciale oltre che regista preziosa, Varda nel 1990 ha affrontato la perdita del marito Jacques Demy, l'uomo della sua vita: la coppia aveva adottato la piccola Rosalie e avuto un altro figlio, Mathieu Demy. Il suo ultimo film, arrivato dopo esser stata la prima donna a ricevere la Palma d'oro d'onore al 68° Festival di Cannes, rimane Visages, villages, docufilm originale e stimolante realizzato con l'artista francese JR in viaggio sulle strade della Francia alla ricerca di incontri spontanei o già organizzati. 

“È fondamentale – consigliava ai giovani registi in un'intervista con Daniela Persico in occasione del Pardo d'onore ricevuto al Festival di Locarno – essere curiosi e resistere, continuare ad avere la curiosità mentale necessaria a portare avanti la propria ricerca personale nonostante le difficoltà. Per questo, oggi, le mie battaglie sono rivolte a proteggere la libertà d'espressione al cinema, contro il predominio della televisione, e la libertà dei diritti delle donne”.

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