Monica Vitti: il marito rompe il silenzio sulle condizioni dell'attrice

Monica Vitti non è ricoverata in clinica; lo afferma il marito dicendo che è da lui accudita nella loro abitazione

Monica Vitti, una delle più importanti interpreti della storia del cinema italiano, soffre di una malattia neurovegetativa che la tiene lontana dalla luce dei riflettori da 15 anni. l'ultima sua apparizione pubblica risale infatti al 2002. Numerose le voci circolate sulla sua sparizione, senza che la famiglia confermasse né smentisse; la più quotata è stata quella secondo cui la Vitti è da anni ricoverata in una clinica. Proprio oggi il silenzio sulla sorte della grande attrice è stato rotto dal marito Roberto Russo, che ha definito una fake news la teoria del ricovero della moglie, che sarebbe accudita dal marito nella loro abitazione romana.

Monica Vitti, le parole del marito smentiscono le voci del ricovero

Le parole di Roberto Russo su Monica Vitti sono state consegnate a Cinecittà news, e, come accennato, rompono un silenzio pluriennale

Più volte è apparsa in rete la notizia secondo la quale mia moglie Monica sarebbe da tempo ricoverata in una clinica svizzera specializzata. Non capisco come sia nata e quale sia la fonte di questa fake news.

Desidero pertanto smentire questa voce che con insistenza circola, rompendo per un attimo quella riservatezza da me tenuta in questi anni. Monica vive a Roma da sempre a casa nostra ed è assistita assiduamente da me, con l'aiuto di una badante. Spero di avere chiarito l'equivoco

la carriera

Monica Vitti è una delle più grandi e importanti attrici della storia del cinema italiano. il suo nome è particolarmente legato a quello di Michelangelo Antonioni e alla stagione della commedia all'italiana. Con Antonioni ebbe una relazione sia professionale che sentimentale, diventando la musa del regista in quella che è conosciuta come trilogia dell'incomunicabilità. Indimenticale è la dolente forza che l'attrice è riuscita a dare alle figure di donne tormentate, irrisolte e nevrotiche ne L'avventura (1960), La notte (1961), l'Eclisse (1962) e Deserto rosso (1964). Figure che diventavano il simbolo di un'alienazione più generale.

Fu Mario Monicelli a notare il suo potenziale comico, nello stesso modo con cui il regista toscano colse le capacità comiche di Vittorio Gassman.Tra le sue commedie le più celebri sono La ragazza con la pistola di Mario Monicelli (1968), Amore mio aiutami di Alberto Sordi (1969), Dramma della gelosia tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola (1970) e Teresa la ladra (1973) di Carlo Di Palma, allora suo marito. In questi film fu più di una semplice spalla del partner comico maschile, dei Sordi e dei Mastroianni, così come il suo talento brillante era evidente nei film in cui era protagonista unica.

Lavorò anche per Luis Bunuel apparendo nel 1974 ne Il fantasma della libertà.

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