Emily in Paris, l'Ucraina contro la serie con Lily Collins: "Petra è caricaturale e offensiva"

Dal ministro della Cultura a tantissimi spettatori illustri, gli ucraini si scagliano contro la serie Netflix per il personaggio della "taccheggiatrice"

Dopo la Francia e l'Inghilterra, Emily in Paris fa infuriare anche l'Ucraina. Da quando è disponibile su Netflix dal 22 dicembre scorso, la seconda stagione della serie con Lily Collins sta irritando profondamente gli spettatori ucraini. Il motivo è da rintracciare nel personaggio di Petra, la ragazza di Kiev interpretata da Daria Panchenko, e negli eventi raccontati nel quarto episodio, Jules ed Em.

Emily in Paris 2, Petra fa infuriare l'Ucraina

Come la protagonista Emily di Lily Collins, anche Petra sta studiando francese. Le due diventano amiche e decidono di esercitarsi nella "lingua dell'amore" dandosi allo shopping: si ripromettono di allenarsi parlando soltanto francese ed evitando di usare l'inglese e il russo. 

Peccato che Petra si riveli una ladra d'abbigliamento. Non solo: oltre ad essere una taccheggiatrice e una pessima studentessa, ha pure cattivo gusto in fatto di moda ed è terrorizzata all'idea di essere deportata.

Dopo che gli spettatori ucraini hanno cominciato a protestare sui social, è addirittura intervenuto il ministro della Cultura di Kiev Oleksandr Tkachenko, il quale ha inviato una lettera di protesta a Netflix. Tkachenko ha usato Telegram per definire "inaccettabile, caricaturale e offensiva" la rappresentazione stereotipata e zeppa di luoghi comuni dell'Ucraina nella serie. 

Nelle ore successive alle prime reazioni, sono arrivati post sdegnati di altre personalità ucraine illustri come l'influencer Eugenie Hawrylko, la produttrice Natalka Yakymovych e la ricercatrice Olga Matveieva. Hawrylko ha criticato l'immagine "irrispettosa" delle donne ucraine fornita da Emily in Paris con un post da oltre 75mila like su Instagram.

È così che saranno visti gli ucraini all'estero? Come coloro che rubano, che pretendono di avere tutto gratis e che temono la deportazione? Non dovrebbe essere così.

Emily in Paris, Alfie e i francesi già al centro delle polemiche

D'altronde non è la prima volta che la serie è oggetto di feroci critiche. Nella prima stagione erano stati i luoghi comuni sui francesi e Parigi – ritratti come cittadini maleducati che tradiscono i loro partner e indossano abiti fuori moda – ad irritare parecchi spettatori. Senza dimenticare gli strali degli inglesi per la rappresentazione del personaggio di Alfie, il bancario londinese che trascorre tutto il suo tempo libero tra le partite di calcio della Premiere League e fiumi di birra e alcolici bevuti nei pub.

In quel caso, il creatore Darren Star si era difeso spiegando di essersi basato sulle sue esperienze personali nella capitale francese e di guardare Parigi attraverso una lente "affascinante". "Volevo mostrare Parigi in un modo davvero meraviglioso che incoraggiasse le persone ad innamorarsi della città nello stesso modo in cui è accaduto a me", ha raccontato l'autore in un'intervista al New York Times.