Rosy Abate: minacce a una coppia di Domodossola per colpa della fiction

Durante la puntata di domenica è apparso il numero di telefono di un ragazzo piemontese: per tutta la notte lui è la moglie hanno ricevuto telefonate

Quando la fantasia supera la realtà. Ha dell'incredibile ciò che è accaduto ad una coppia di ragazzi trentenni di Domodossola, in provincia di Verbania: da domenica sera fino a ieri, il telefono cellulare di un carpentiere di 38 anni è squillato all'impazzata per colpa di una serie TV, quella su Rosy Abate con protagonista Giulia Michelini. Durante la puntata andata in onda domenica sera su Canale 5, in una scena si è vista la “Regina di Palermo” e un mafioso scambiarsi un biglietto su cui era indicato un numero di telefono. Il numero non era però inventanto, ma da oltre dieci anni appartiene a un ragazzo che vive in Piemonte: in molti tra gli telespettatori, incredibilmente, hanno salvato il numero e hanno iniziato a telefonare all'ignora coppia fino alle 4 del mattino, per poi riprendere nella giornata di ieri.

Rosy Abate: lo spin off diventato un incubo

Come ha raccontato la moglie del proprietario del numero di telefono in questione al quotidiano La Stampa, le telefonate sono state di ogni tipo: c'è stato chi chiedeva raccomandazioni per entrare nel mondo della televisione ma anche chi ha incredibilmente scambiato la finzione per la reltà, insultando e dando della mafiosa alla povera ragazza. Ma non solo, un uomo dalla Basilicata è arrivato anche a minacciare la donna dall'altra parte del telefono: “Rosy Abate non fai paura a nessuno, vengo lì e ti ammazzo”. Per la paura la donna, per giunta all'ottavo mese di gravidanza, che qualcuno dalle parole potesse passare ai fatti non ha dormito per tutta la notte.

Rosy Abate: dalla paura alla denuncia

La coppia di Domodossola ha deciso di sporgere denuncia per quanto gli è incredibilmente accaduto. “Non è possibile che una produzione tv non controlli se i numeri sono veri – ha dichiarato la donna sempre a La Stampa - la nostra privacy è stata violata. Mio marito è siciliano di origine, ma noi con la mafia non c’entriamo niente, siamo mica matti”.

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